Forse sarà il caldo che fa fare strani pensieri. Sono incinta di due settimane. E’ tutto ciò che negli ultimi anni avrei desiderato più ardentemente succedesse con l’uomo giusto. Un uomo che mi amasse con tutto il cuore e che fosse felice di esser padre di mio figlio. E’ successo, ma forse lui non è l’uomo giusto, nonostante mi ami con tutto il suo cuore. Che sia questo il problema?
Avrei forse voluto fosse quel pazzo che mi faceva vivere in un inferno di alti e bassi ad esserne il padre? La mente umana è davvero contorta. Dovrei esser felice. Lui mi adora e adora il nostro bambino. Si prende cura di me. Eppur non vedo una macchia, un leggero alone di passione, romanticismo, emozione forte intorno a noi. Credo di essere una maledetta masochista, ma mi sento piatta e fredda. L’unica cosa che mi provoca emozione in questo periodo è la gravidanza.
In queste giornate cupe mi sento vuota. Vuota come un catino della biancheria sporca. Finalmente vivo nella mia nuova casa. La sto arredando proprio come ho sempre fantasticato. Ho un uomo che gira per casa che mi scalda il cuore e il letto la notte. E’ tenero guardarlo dormire. Mi fa sorridere quando mi scuote mentre si gira e si rigira.
Ho finalmente la mia indipendenza. Sono libera e fuori casa, libera di esser adulta, di decidere per me e di prendermi le mie responsabilità cercate e volute. Ho la mia vita ora. La mia serenità e la mia concretezza. E’ un sogno realizzato che assomiglia ad una bolla rosa. Ancora non ci credo. Mi guardo attorno e non ci credo. E quando finalmente inizio a crederci, una gioia devastante e incontenibile mi travolge e mi sconvolge, tanto che mi metto ad urlare.
E’ proprio la realtà. Sono viva, sono indipendente, sono una trentenne, sono bella e intelligente e sarò madre.
La mia vita si completa come un tassello mancante.
Ed io non riesco ad esser felice.
Vattene. Vattene dalla mia testa. Io non posso continuare a pensarti!
Non posso. Mi hai avvelenato il cuore e la vita. Ancora non sei contento?
Ricevere quei messaggi sul telefono l’altra mattina, mi hanno fatto raggelare nuovamente il cuore come solo tu sai fare. E le nostre notti insieme sono tornate tutte alla riscossa come una cavalleria impazzita. Tu diavolo della mente mia. Psicotico incantatore. Una gelata invernale giù per la schiena fino allo scheletro. Ho riconosciuto quella sensazione di perdizione mista a plagio in cui sono ricaduta troppe volte. I motivetti illusivi di sirene ammalianti di cuori fragili.
Ed io sono rimasta ancora paralizzata. Ancora paralizzata dalla paura. Hai ancora il tuo diabolico potere su me. In preda ad un panico simile ad un animale selvatico preso alle gambe da una morsa. Il passato mi ha spinto monello all’interno della fossa delle mie giornate in attesa. In attesa di te. In attesa delle tue attenzioni vere e disinteressate, amorose. In attesa dei tuo baci afrodisiaci ultraterrestri. Malata di te. Ero malata di te. Non ero nulla se non per te. La dipendenza sbocciava da ogni gesto mio.
Dipendevo da un demone d’amore. Un demone cinico che sapeva infliggere sconfitte allo spirito, laceranti come l’umiliazione di un sole che nasce accanto alla luna.
Vattene.
Riuscirò a scacciarti demone mio.
Parlami di te, del tuo cuore.
Sei davvero un angelo come dici?
E anche se non lo fossi, ogni cosa che fai me lo farebbe credere.
Ogni sussulto al cuore.
E la sua linfa si rinnoverebbe continuamente.
Tu mi custodisci come un sogno nell’attesa di realizzo.
Con passione e impazienza.
Gelosia ed attenzioni.
Sei la chiesa in cui mi reco quando manca la fiducia.
Il cappello da indossare quando il sole brucia.
Sei la meraviglia di una fioritura di maggio.
Angelo dimmi che lo sei. Perché io lo voglio credere.
Col naso all’insù vedo forme ballerine
che si muovono solleticando l’orizzonte.
Snocciolo pensieri. Alberi definiti. Ben visibili i contorni.
Città fantasma sono gli spettri
che rizzano ancora le mie percezioni.
Case vuote d’amore. Popolate da spettri che a poco a poco non parleranno più.
C’è una figura ben delineata alla fine della via.
Sei tu.
Allungo la mano per confondermi.
Sento l’aria passare tra le dita e tu che mi sorprendi.
Perché sono capace ancora di sorprendermi.
Proferisci le parole che ho aspettato sempre dalle sue labbra.
Ormai il tempo è trascorso e io ho smesso d’aspettare.
La porta è socchiusa, sarà una raffica prepotente di vento a spalancarla.
Certamente rimarrò impaurita in un angolo a tremare.
Tuttavia tu saprai rassicurarmi e indicarmi la direzione per raggiungere la libertà.
Libera dal passato. Libera dalle ferite fresche e gocciolanti.
Ho voglia di camminare ora.
Per ora non succede. Non succede che mi dia fastidio quando mi chiama dieci volte al giorno per dirmi che mi ama o per dirmi che sono fantastica. Quando mi tiene ore al telefono quando io desidero dormire. Che voglia vedermi tutte le sere e tutti i momenti liberi che ha a disposizione. Mangiare con lui non mi imbarazza. Parlare con lui non mi stanca. Dirgli i miei pensieri più intimi non mi spaventa. Mostrargli me stessa totalmente non mi limita. Anche se sto in silenzio con lui, il silenzio non mi pesa.
Per ora non succede. Non succede che quando mi sgrida io mi spaventi per ciò che potrebbe dirmi da un momento all’altro. Le cose che fa non mi irritano. Le cose che dice non mi spiazzano. Non ci sono stonature. Le sue premure mi consolano. Mi fanno sollevare da terra di 10 cm.
Per ora non succede.
Succede solo che mi sento invasa. Invasa dalla sua fretta di ottenere conferme da me. Di ottenere garanzie. Garanzie per il futuro. Garanzie che io ora non so dare.
Il mio angelo mi ha regalato una piantina di rose nane. E mi ha detto di darle tutte le cure di cui sono capace come se quella pianta fosse il nostro amore. Se accudita bene vivrà per sempre, mi ha detto.
Voglio chiudere con te amore mio. Per sempre. La porta ora è socchiusa, filtrano ancora parti di te. Ma troverò la chiave per non aprirla più e per non trovare più parti di te ovunque. Lui merita di avermi per intero. Totalmente. Guarderò in faccia il tuo fantasma un giorno e non mi farà più paura.
Ho amato a lungo. Una volta nella mia vita completamente. Ma come una pianta lasciata al sole senza acqua ne cure per troppo tempo, diviene arida. In questo momento io mi sento arida. In questa terra secca non potrebbe attecchire nemmeno un cactus. Tante le tue parole che mi rincuorano, tuttavia le osservo da spettatrice, come se non mi appartenessero, come se non potessi meritarle. Vorrei, credimi. Lo vorrei tanto.
Dopo la forte calura, non sempre un po’ d’ombra può portare ristoro immediato. A volte provoca forte tachicardia. C’è stato un tempo in cui annaffiavo il mio giardino diligentemente accuratamente appassionatamente. Oggi quel giardino è posseduto da erbacce e arbusti. Lasciato a se stesso, non ha più fiori desiderosi di crescere e profumare a primavera. Se davvero è giunto un giardiniere in mio soccorso a potare le piante e a togliere quelle selvatiche, questo sarà un lavoro lungo e faticoso. Il giardino non potrà rifiorire da solo. Ci vuole perseveranza.
E credo tu ne abbia molta. Grazie angelo mio.
Ciao amore mio.
Ci sono novità. Ci sono molte cose che ormai di me non sai più. Uso gli occhiali da riposo ora. Sto comprando casa e c’è qualcuno accanto a me. Si sul serio. Un uomo che mi vuole sposare. Un uomo che vuole dividere la sua vita con me. Un uomo che vorrebbe proteggermi dal dolore e che sa aiutarmi prontamente/materialmente nelle problematiche di tutti i giorni. Un uomo che mi ripete “ti amo” mille volte al giorno in tutti i modi che conosce. Tu non me l’ hai mai detto, nemmeno una volta. Un uomo che si preoccupa che io stia bene, che torni a casa sana e salva la sera, che mi chiude la giacca perché non mi ammali. Un vecchio amico, uno di quelli che stanno nell’ombra da anni, che ti guardano, ti bramano, ti amano di nascosto e ci sono sempre per te. Anche di notte. Uno di quelli con cui non immagineresti mai di poter costruire qualcosa. O forse già l’avevo anche ipotizzato qualche volta, solo che la cosa non mi importava, non ci facevo caso allora, ero alla ricerca di non so che. Lui però non mi ha mai dimenticata anche quando le nostre vite ci hanno portato altrove.
L’ ho conosciuto a scuola. E fra i banchi di scuola e le lezioni in classe il suo amore per me cresceva in silenzio.
Ora io sono sola. Tu non ci sei. E lui come per magia ricompare nella mia vita. Ancora a salvarmi come un angelo. Dopo tutte le mie preghiere. E’ sempre venuto in mio soccorso quando lo cercavo. Stavolta però non l’ ho cercato io.
E’ il tuo opposto in tutto e per tutto. Io gli piaccio così come sono. Non cambierebbe una virgola di me. Mi dice sempre che sono fantastica. E non parlo fisicamente. Tu non me lo dicevi mai. Lui parla di noi in continuazione. Tu non lo facevi mai.
Hai perso l’occasione della tua vita. Hai perso una donna che ti amava in tutti i modi possibili d’amare. Ti amava come una madre, come una partner, come un’amica, come una sorella. Avrebbe costruito ponti sospesi nel vuoto per te. Avrebbe rinunciato alla sua salute per la tua. Avrebbe sacrificato la sua serenità per la tua pace, per la tua guarigione, per il tuo benessere. Ma tutto questo a te non è bastato. E ora lui c’è e non mi chiede nulla. Se non la sola mia esistenza. Ed è fantastico. Lui è fantastico.
Questa volta è un addio. Addio amore mio.